☆ recensioni del donkey challenge: le ciccionate nei migliori ristoranti di cagliari e della sardegna ☆ powered by seudeu.com ☆
gen 15 2011

Trattoria Da Zaira – Cagliari

 Scritto da Jesus | 1 commento | Commenta

Da Zaira – Interni (b/n)

 

Per narrare l’ennesima vicenda di quella gloriosa e interminata saga che è il Donkey Challenge, voglio per quest’oggi invitare i nostri lettori cagliaritani, in particolar modo quelli meno giovani, a vagheggiare per un minuto con il proprio pensiero e la propria memoria, nell’intento di rivivere mentalmente la vecchia Cagliari della metà del secolo scorso, attingendo dal mare sbiadito dei ricordi, immagini in bianco e nero di una città che, almeno fino ad oggi, pensavamo non esistesse più.
Immaginatevi intenti a percorrere la celeberrima Via Sassari, magari sotto il sole di un caldo pomeriggio estivo, immersi nei profumi e nei rumori di un tempo, senza il fastidioso fragore del traffico urbano e, dopo poco, a varcare la soglia di un quasi anonimo portone al numero 52, che tutto sembrerebbe tranne che l’atrio di una trattoria, se non fosse per l’insegna che discretamente vi capeggia sopra, senza l’ardire di evocare il nome dello stesso locale che vorrebbe figurare: Trattoria Da Zaira.

Da Zaira – Bruschette all'olio


E’ appunto l’ingresso della trattoria che ha segnato, nell’insana mente e nei non ricordi (per questioni di età) del vostro amato Jesus, il punto liminale, sospeso tra la Cagliari che conosciamo oggi e un luogo dove il tempo sembra essersi fermato a 40/50 anni fa.
Il locale, non troppo ampio con un’unica sala e una decina di tavoli, ha le fattezze di un vecchio BAR di quegli anni, con le altissime pareti bianche, decorate alla base con rivestimento in finto mogano, le arcate ampie in muratura semplice, le luminose finestre che danno sulla strada e lasciano filtrare la luce attraverso le vecchie ventole di areazione; lungo una parete, tra l’ingresso e la cucina a vista, domina la sala un ampio bancone, dietro il quale, quando non è intenta a servire i clienti o a discutere con loro delle vicende sentimentali della propria famiglia, potete trovare la simpatica (e cagliaritanamente gentile) proprietaria, la signora Zaira, parimenti al (forse) marito cuoco Edoardo (ma di questo dettaglio non possiamo essere certi).

Da Zaira – Polpo alla marinara


Confessiamo che il primo impatto con la trattoria, piuttosto spartana e popolare, è stato di colpevole perplessità, tanto da determinare la frettolosa e subitanea condanna del Triumviro Ettore per la scelta del luogo di convergenza – invero abbastanza obbligata, in virtù della chiusura (sa prossim’otta zerria!) della nostra prima destinazione e della premura contingente dell’Ing. Marrocu, piacevolmente presente anche quest’oggi, ma con forti e imminenti obblighi istituzionali – fino ad un certo fastidioso atteggiamento di sufficienza, manifestato al momento di proferire le ordinazioni, concordate rispetto al non variegato menu: polpo marinato  come antipasto, spaghetti cozze arselle come primo piatto, secondi incerti. Ebbene, nonostante i Triumviri siano abituati ad assaporare antipasti a profusione, durante le loro ciccionate, e nonostante la preparazione del polpo non sembrasse a prima vista eccezionale, dobbiamo ritenerlo senza ombra dubbio e con il conforto nel giudizio del Raschione Ettore e dell’Ing.Marrocu, il più buono che abbiamo mai mangiato. Questo si traduce, olisticamente parlando, nell’attribuzione al/agli antipasto/i , di un giudizio di merito più che eccellente.

Da Zaira – Spaghetti cozze arselle


Altrettanto eccellenti le bruschette all’olio, dapprima negate per problematiche di cottura, poi presentate al cospetto dell’Ing.Marrocu che ne aveva fatto richiesta; buono anche il vino novello della casa, servito in fresche brocche da 1/2 litro. 
Gli spaghetti che sono seguiti, dalla quantità sproporzionata e dalla splendida presentazione, non raggiungevano il livello qualitativo dell’antipasto sovracitato, ma possiamo sicuramente ritenerli all’altezza della cucina dei migliori ristoranti fin qui visitati: ottimi!
Inutile dire che, alla fine, sul piatto da portata non è rimasto il benché minimo frammento di spaghetto, e anzi Jesus ha potuto assistere a una mal contenuta quanto indecorosa diatriba tra i suoi due commensali, in merito alle ultime porzioni auto-distribuite.

Da Zaira – Orata arrosto


La perplessità, questa volta e a questo proposito, è stata manifestata dalla signora Zaira, che ha strabuzzato occhi ed orecchie nel vedere i sovrabbondanti spaghetti così facilmente trangugiati, e congiuntamente sentirsi richiedere un secondo piatto; perplessità questa, sublimata in un simpatico discorso con il sempre teatrante Jesus:

«Ma lei l’ho già vista, è venuto altre volte?»
«No, ma forse mi ha visto in TV.»
«No creu!»

Dopo essere stati informati, come sopra accennato, delle disavventure sentimentali di alcune nipoti della empatica proprietaria, ecco arrivare i secondi piatti richiesti: orate arrosto per tutti e tre i commensali.
Il giudizio, per tali prelibatezze del nostro mare, è decisamente in linea con le pietanze che le hanno precedute: eccellenti! Sicuramente tra le più buone mai assaggiate nel nostro lungo pellegrinare culinario.

Da Zaira – Torta radicchio pinoli


A questo punto del desinare dobbiamo registrare, ahinoi, la dipartita dello stimato Ing. Marrocu, per cause prettamente professionali. Non ha potuto quindi, il caro ingegnere, assaporare il dolce richiesto e presentatoci: una squisita quanto originale torta al radicchio e pinoli, il cui indice di appetibilità è possibile misurare dalla non integralità con cui riportiamo le due fette di torta nel resoconto fotografico; le mandibole a volte sono più rapide dell’otturatore digitale!
Il pasto, non essendo prevista la possibilità di caffè, si concludeva con due bicchieri di liquore: crema di limone per il Raschione Ettore, buonissimo Mirto della casa per Jesus.


Il costo del pranzo è stato di 37€ cadauno che, nonostante gli apprezzamenti per l’eccellente cucina palesati fino ad ora (usando come unico parametro di giudizio la qualità del mangiato sarebbero stati adeguati) ,  dobbiamo ritenere un 20-25% eccessivi rispetto ad un compendio ideale, che tenesse conto della varietà del menu a disposizione e della qualità generale del servizio, marcatamente casalingo.
Il giudizio complessivo tiene comunque inevitabilmente conto delle immagini e delle atmosfere che la Trattoria è riuscita a trasfigurare nella nostra immaginazione, della prorompente empatia profusa dalla signora Zaira, in particolar modo nei confronti di Jesus – despota più che monarca illuminato di questo spazio – ,che impone d’imperio la sua personale ed istintuale valutazione finale, nonostante i toni e gli entusiasmi più contenuti dell’Ing. Marrocu il quale, lo segnaliamo per onore di cronaca, eccepiva per un incomprensibile (dal suo punto di vista) eccesso di generosità. Sta a voi ora, giudicare.


VALUTAZIONE “Da Zaira”: Tre Burricchi.
Trattoria Da Zaira Indirizzo: Via Sassari 52, Cagliari
Telefono: 070 668991 ‎    [mostra in google maps]
 

 Condividi su Facebook 


ott 10 2010

Ristorante Dal Corsaro – Cagliari

 Scritto da Jesus | 3 commenti | Commenta

Dal Corsaro - Interni

Dal Corsaro – Interni

 

Cagliari, ore 13.10. I Triumviri storici Jesus e Raschione Ettore si dirigono celermente al luogo fissato per il rendez-vous. Ad attenderli il terzo neo Triumviro ufficiale, Dott.Ing.Marrocu.
Jesus cerca di contattare il quarto ospite, aggiunto per questa giornata, il burriccu Pg, un tempo Triumviro, ormai degradato al ruolo di occasionale comparsa.
Il burriccu, dopo aver dato la sua disponibilità, sembra essersi oscurato: non risponde ai messaggi, il telefono è spento. Data la lunga frequentazione ed esperienza con i susunki, Jesus ne conosce bene la psicologia di base; inizialmente accettano con entusiasmo una proposta o un invito poi, con l’approssimarsi della spesa, inizia a prevalere in loro l’istinto di conservazione economica…

Dal Corsaro - Ing. Marrocu

Dal Corsaro – Ing. Marrocu


… Se non sono abbastanza scaltri da escogitare una scusa per liberarsi dall’impegno, a quel punto evitano di farsi rintracciare, salvo dopo redarguire la controparte di non essersi fatta sentire in precedenza. Motivo per il quale, i due malpensanti burricchi escogitano un piano d’azione per intercettare il soggetto all’uscita dal corso CISCO, ed inchiodarlo al legno delle proprie responsabilità. 
Con loro profonda sorpresa, in realtà il burriccone li attendeva nel luogo dell’incontro, con l’obsoleto telefono miseramente scarico; l’Ing. Marrocu li avrebbe invece raggiunti di lì a poco.
Ancora Pg non conosceva la destinazione, scelta giustappunto dai Triumviri per onorare la sua presenza: ristorante “Dal Corsaro”, uno dei più rinomati  – e cari, questo è il motivo della scelta! – della Cagliari bene. Appena realizza di tale perfido disegno, Il burriccu sbianca in volto ma non fa una piega, trattiene in gola le sue emozioni ed evita di lamentarsi, sapendo quale ondata di schernimento l’avrebbe altrimenti raggiunto. Vedremo che non sarà il solo episodio di arginamento delle proprie emozioni, in questo pomeriggio.

Dal Corsaro - Stuzzichini di Pane

Dal Corsaro – Stuzzichini di Pane


Ed eccoci quindi varcare la soglia del “Corsaro”, e venire gentilmente accomodati ad un confortevole e spazioso tavolo rettangolare.
Gli arredi del locale, particolarmente sobri e al contempo eleganti, ci ricordano una sala da tè dell’aristocrazia di inizio ’900. In quest’ottica stilistica, non stupisce il fatto che la sala principale sia piuttosto ampia, ma il numero di coperti non eccessivo, tanto che l’ambiente risulta ben lontano dall’essere opprimente e caotico. Un raffinato lampadario in ferro pende dal soffitto mentre, posti a decoro alla luce di una finestra aperta, notiamo le cornici di numerose onorificenze e premi guadagnati di recente dallo chef. Il servizio, garantito dall’unica carinissima cameriera (più che sufficiente per il numero esiguo di avventori), ci é apparso subito eccellente in termini di disponibilità, efficacia ed empatia, profusa nei confronti dei burricchi che cercavano, con ogni sorta di goliardica interazione, di scardinarne la adorabile compostezza professionale, tracimante di più informali e deliziosi sorrisi. Impagabile!

Dal Corsaro - Polpo arrosto

Dal Corsaro – Polpo arrosto


Come stuzzichino iniziale, ai Donkeys viene offerto un vassoio di raffinate prelibatezze di pane: focacce, grissini aromatizzati, panini con cipolle, tutti veramente gustosi ed adeguate per aggredire la fame, nell’attesa dei concordati assaggi di antipasti, scelti da un menu abbastanza ricco, finanche di eleganti contorsioni linguistiche quali:
Per garantirvi la massima freschezza e sicurezza dei prodotti molto delicati ad alta deperibilità utilizziamo tecniche di conservazione a temperatura negativa“.
Veniamo dunque a descrivere gli antipasti, serviti in raffinate porcellane o cristalli, che venivano sostituiti singolarmente ad ogni portata.
Iniziamo con un ottimo polpo arrosto, accompagnato da “salsa al lemon grass e pomodorini appassiti”, decorati con finocchietto e crauti.

Dal Corsaro - Involtino di triglia

Dal Corsaro – Involtino di triglia e arancia

Dal Corsaro - Fantasia di prosciutto di Villagrande

Dal Corsaro – Fantasia di prosciutto di Villagrande

Dal Corsaro - Gran piatto del Crudo

Dal Corsaro – Gran piatto del Crudo


Seguiva un saporitissimo involtino di triglia, con salsina e scorze di arancia, finocchietto, broccoli e carciofini saltati in padella, il tutto decorato con scenografiche gocce d’aceto balsamico.
Ancora ci veniva servito una tradizionale fantasia del celeberrimo prosciutto di Villagrande, impreziosito da spezie aromatizzanti e accompagnato da due appariscenti (ma, a dire il vero, dal sapore piuttosto anonimo) gnocchi fritti.
Infine, per concludere gli antipasti,  ecco uno splendido piatto con specialità crude:  tonno, pesce spada, gamberi, gianchetti, sardine, il tutto sapientemente acceso dal sapore dell’aceto balsamico, da pomodorini tritati, varie spezie e salsine, tra le quali il famigerato “Guacamole” (in realtà wasabi, vedi nota di Gianni ndr.), a base di avocado, di origine Atzeca e dalle proprietà termodinamiche prossime a quelle di una fiamma ossidrica.

Dal Corsaro - Risotto gamberi e limone

Dal Corsaro – Risotto gamberi e limone


Il goliardico Ing. Marrocu,  invitava con una certa insistenza il buon Jesus ad assaggiarne una abbondante porzione, ma rimaneva stupefatto dal notevole autocontrollo del vostro amato che, una volta messa la salsa in bocca, non batteva ciglio e anzi commentava con un laconico: «buona».

Terminati gli antipasti, che nonostante l’aspetto da “nouvelle-cuisine” delle porzioni, avevano già piuttosto riempito i Triumviri ufficiali e l’ospite annesso,  si poteva passare al primo piatto, scelto medesimo da tutti i commensali: risotto ai gamberi e limone.
Sulla qualità di questo piatto ci sarebbe un attimo da discutere. La scorza di limone triturato che condiva il riso andava a ripescare, nella sorgente mnestica delle idee di Jesus, alcuni ricordi d’infanzia relativi alla preparazione delle torte cucinate in occasione delle ricorrenze familiari; le teglie e gli strumenti di cucina che il micro Jesus andava ad assaporare in queste occasioni, avevano lo stesso sapore. D’altro canto dobbiamo sottolineare che, nonostante il gusto complessivo apprezzabile, tale condimento contribuiva a rendere il riso piuttosto farinoso e pesante, tanto da rendere impossibile ai commensali proseguire con un secondo piatto. I burricchi passavano quindi direttamente al dolce.

Dal Corsaro - Cannolo crema di ricotta

Dal Corsaro – Cannolo crema di ricotta


Il buon Jesus preferiva andare sul leggero, ma non in termini alcolici, dato che comandava un sorbetto al limone preparato con vodka, accompagnando la comanda alla capricciosa richiesta di poter (forse perché trascinato dalla regressione infantile precedente) usufruire di una comoda cannuccia, che permettesse di compiere il minor sforzo possibile nel consumare il dessert, in virtù di un occasionale ma antipatico problema muscolare.
La solerte cameriera, intuendo il valore psichiatrico dell’istanza, si premurava di servire il buonissimo sorbetto, accompagnato a due splendide cannucce rosa/celeste – maschietto/femminuccia, tanto da strappare a Jesus un commosso e sentito ringraziamento.

Gli altri tre commensali volgevano invece il loro interesse su di un Cannolo con crema di ricotta, zafferano e mandorle caramellate, ben apprezzato da tutti ad eccezione del Raschione Ettore, che lamentava la non eccellente qualità del ripieno. Da segnalare inoltre che, prima del dessert, ai burricchi è stata gentilmente offerta una ottima granita speziata, dal potere fortemente digestivo.


Infine i quattro decidevano di concludere il pasto, senza ordinare il caffè finale, perché l’Ing.Marrocu proponeva di degustarlo in un locale poco distante, di cui ben conosceva e apprezzava il barista.
Il costo complessivo, comprensivo di due bottiglie di ottimo vermentino  ”Costamolino” DOC delle cantine Argiolas, è stato di 57€ cadauno.
La qualità del servizio è stata eccellente, la ricercatezza e presentazione dei piatti è sicuramente d’alta scuola, anche se occasionalmente i gusti personali hanno condotto a una inevitabile divergenza di giudizio. Il prezzo pagato, comunque, ci è sembrato una quindicina di euro superiore all’equo ideale, a prescindere dalle numerose decorazioni vantate dallo chef.
Ciò nonostante, questo non ha impedito ai burricchi di elargire un cospicuo riconoscimento economico alla meritevole cameriera, di cui ahimè abbiamo mancato di carpire il nome.



VALUTAZIONE “Dal Corsaro”: Tre Burricchi con menzione speciale.
Ristorante Dal Corsaro Indirizzo: Viale Regina Margherita 28, Cagliari
Telefono: 070664318    [mostra in google maps]
 

 Condividi su Facebook 


ago 21 2010

Ristorante St.Remy – Cagliari

 Scritto da Jesus | 12 commenti | Commenta

St.Remy – Chiesa S.Rosalia

 

In uno degli scorci più belli della Cagliari storica, gli ormai (per questo felicemente rassegnati) Biumviri, visitano uno dei ristoranti più interessanti del loro già corposo itinerario, tenuto per le strade e lungo i percorsi della buona cucina; è il ristorante St.Remy, poco distante dall’omonimo celeberrimo monumento (Bastione) della città.
Nel vicolo traverso alla nota via Torino, giusto in fronte alla splendida chiesa quattrocentesca di Santa Rosalia, – chiusa ai turisti come d’obbligo – fregiatasi nel suo recente passato dello regale stemma sabaudo, incede con passo lento l’ombra familiare del Raschione Ettore, che si appropinqua, affrontando una breve e ripida pendenza, verso l’uscio del ristorante.
Questa favolosa prospettiva, regalata dall’imperioso Tempio, nell’intento di elevare a noi lo spirito, esprime la penosa rappresentazione di un’evanescente ombra effimera, nei nostri pensieri idealmente trasposta in quella del burriccone Pg, ormai lontano ed inutile ricordo di un glorioso passato.

St.Remy – Interno


Ai fan che ancora si chiedono le ragioni di tale prolungato difetto, noncuranti delle teatrali e commiserevoli rappresentazioni di comodo del soggetto, possiamo solo dire che l’EX Triumviro Pg ha scelto di lasciarsi rinchiudere nella sua prigione dorata da 2790 euro/mese (volendo essere generosi) da cui, come suo solito, avrà già preventivato di scappare alla prima occasione per lui conveniente.
In attesa che ciò avvenga, con conseguenti, tragiche e poco lungimirantemente previste conseguenze, faccio appello ai nostri lettori perché dall’interno del loro stesso movimento, nasca presto una figura capace di sostituire definitivamente il burriccone nel suo ruolo di Triumviro.
Una figura nobile e autorevole, che si dimostri fedele e costante nel tempo, che abbia innate doti di personalità, sicurezza, lealtà, iniziativa e amore per la verità. Caro fan economicamente facoltoso, abbiamo bisogno di te! Diventa tu il nuovo Triumviro! Uiuontiu!!

St.Remy – Gamberi ananas, Insalata di polpi fritti



Conclusosi questo lungo quanto doloroso preambolo, eccoci dentro il ristorante St.Remi. L’ambientazione è splendida. L’interno molto curato, le atmosfere elegantemente rustiche; un
uso sapiente delle rifiniture in pietra crea il giusto equilibrio con il contesto strutturale, che ha il sapore di una vecchia cantina scavata nel tufo. Vecchie bottiglie di vino, disposte su alcune mensole e altri suppellettili in tema marinaresco, completano finemente le decorazioni. Scorgiamo piccole nicchie appartate e altre sale più spaziose e accoglienti. Luci ben dosate, tavoli eleganti e luccicanti posate d’argento. Superbe!

St.Remy – Polpette di pesce spada



Unica nota stonata – è proprio il caso di dirlo -,  la musica diffusa nel locale, certamente e inspiegabilmente non in tema. Una suadente suonata classica o una ballata soft-jazz – a costo zero – avrebbero reso l’atmosfera impagabile. Misteri del buon gusto.
Ci accoglie una gentilissima ed efficiente cameriera che, con i suoi formalismi un po’ forzati ed acerbi, tradisce una probabile recente formazione alberghiera. Ci fa accomodare in una delle piccole sale appartate e ci offre delle ottime olive nostrane, pane e grissini come stuzzichini. Nonostante non siano espressamente previsti nel menù, ordiniamo un assaggio di antipasti di mare. All’esordio, ci accorgiamo subito che non si tratterà delle solite pietanze convenzionali di inizio pasto.
Iniziamo con una originalissima fantasia di gamberi, ananas, rucola e basilico  (sorprendente nell’accostamento di sapori) e una altrettanto strabiliante insalata di polpi fritti.  Jesus redarguisce il Raschione che accenna a miscelare frettolosamente le varie vivande, vanificando i raffinati dosaggi dello chef.

St.Remy – Cozze e areselle alla marinara



Proseguiamo con delle altrettanto originali e gustosissime polpette di pesce spada, adagiate su un letto di buona lattuga; segue un più abituale – ma non per questo meno squisito – assaggio di polpo marinato. Gli antipasti si concludono con uno scenografico ed abbondante piatto di cozze e arselle alla marinara, notevoli per la delicatezza ed il sapore del sughetto che le accompagnava.
Dobbiamo sicuramente sottolineare che, a parte l’originalità, la qualità e la squisitezza di ciascuna delle portate presentate (ognuna accompagnata dalle proprie posate d’argento), il dosaggio delle medesime è risultato adeguato e intelligente. Adeguato perché i due burricchi hanno potuto ritenersi appagati e quantitativamente soddisfatti; intelligente perché non si è sconfinato nell’eccesso (che a volte maschera l’inadeguatezza),  condizionando inevitabilmente il corretto articolarsi del pranzo nella sua interezza. Complimenti allo chef!

St.Remy – Fregola con le arselle



Nell’ordinare il primo, come consuetudine, il Raschione si è fatto catturare dalla rassicurante certezza di un piatto a lui caro, che oramai ha assunto al ruolo di empirico parametro di valutazione della cucina: fregola con arselle.
Le sue osservazioni al termine dell’analisi sono state: la dimensione dei singoli elementi discreti, costituenti la pasta in sé, è un processo stocastico dalla natura totalmente incomprensibile; significa che questa, con tutta probabilità, non è di origine industriale. Eccellente!
A parte la discutibile deformazione ingegneristica del problema, direi che sia sufficiente verificare l’immagine di supporto documentale per condividere tale affermazione.

St.Remy – Risotto Bleu al caviale e salmone


Avranno più difficoltà, credo, i nostri lettori, a valutare per un unico colpo d’occhio, il bizzarro primo piatto che è stato comandato dal vostro amato Jesus: un risotto al caviale e salmone di uno stranissimo colore blu turchese, che voleva richiamare le ideali sfumature del mare, i cui preziosi frutti a noi offerti in sacrificio, doveva in suo luogo accogliere.
Come ben anticipato dalla cameriera, il suo sapore, forte ed invitante, è risultato essere, a dir poco, squisito.
Non inganni il lettore la prospettiva della visione presentata, che fa sembrare esigua la porzione di riso. Il piatto in realtà era veramente abbondante tanto che, concordemente con il già più che soddisfatto Raschione, si è scelto di evitare di proseguire forzatamente con i secondi piatti.

St.Remy – Torta Millesfoglie con crema chantilly


Uno dei problemi che si può riscontrare nel cambiar spesso ristorante,  ignorando quindi a priori le porzioni delle specifiche pietanze, è quello di non poter-voler prediligere un secondo piatto in luogo del primo, nella sempre viva speranza di avere la possibilità, alla fine, di gustare entrambi.

Eccoci quindi giungere al comandare le delizie che il menu ci offriva. Questa volta il buon Ettore, devo dire abbastanza stranamente, non si è fatto tentare dall’ordinare la sua amata e sempre ricercata sebada (altro suo distintivo parametro di giudizio), probabilmente perché anticipato dalla solerte cameriera, che riusciva ad affascinarlo con la proposta di una favolosa torta millesfoglie con crema chantilly, impreziosita da fragole di stagione e abilmente decorata.

St.Remy – Torta black Forest al cioccolato e amarene



Jesus optava invece per una torta “black forest”, al cioccolato e amarene, ugualmente squisita e ottimamente presentata.

Il pranzo si è quindi concluso con il caffè e un assaggio di mirto, gentilmente offerto dalla casa. Il Raschione mi chiede di sottolineare la mancanza di liquore alla liquirizia che, per ammissione della stessa cameriera, non viene deliberatamente acquistato dalla proprietà: altro fattore inspiegabile!
Il conto finale è stato di circa 37€ cadauno , che per la qualità di quello che si è mangiato risulta ben sotto la soglia dell’opportuno dovuto, anche considerando la bottiglia di ottimo vino bianco “costamolino” DOC, adeguatamente servito e preservato nella sua integrità termica.

Il ristorante si presenta sicuramente eccellente dal punto di vista della cucina. La qualità e l’originalità delle pietanze – che pur si mantenevano in linea con la tradizioni della cucina sarda -, ci sono apparse molto sopra la media. L’ambientazione è suggestiva, anche se purtroppo difetta per i piccoli problemi accennati; altra fastidiosa stortura rispetto al contesto (mi fa notare Ettore), la non adeguata rubinetteria nella toilette.
Se la quantizzazione della nostra scala di giudizio ce lo permettesse, assegneremmo al ristorante una valutazione di tre burricchi e mezzo; epperò, come segno di incoraggiamento a raccogliere i nostri suggerimenti, e in virtù della relativa economicità del pranzo, il nostro giudizio definitivo è stato il seguente.



VALUTAZIONE “St.Remy”: Quattro Burricchi.
Ristorante St.Remy Indirizzo: Via Torino 16, Cagliari
Telefono: 070657377    [mostra in google maps]
 

 Condividi su Facebook